"Insinuare qualche scrupolo come un sassolino nella scarpa".

"Vedete, noi siamo qui , Probabilmente allineati su questa grande idea, quella della nonviolenza attiva. Noi qui siamo venuti a portare un germe: un giorno fiorirà.Gli eserciti di domani saranno questi: uomini disarmati”.

venerdì 7 marzo 2008

La Pesca - Francesco Tricarico

Se mangi una pesca e poi levi la parola pesca
Quello che rimane è meraviglia
Quello che rimane è una scoperta
E così se ti do un bacio e poi levo la parola bacio
Quello che rimane è meraviglia
Come prendere il sole su una spiaggia bianca
Quante parole bisogna stare attenti alle parole
Che possono essere pericolose
Che possono chiuderti il cervello
Portarti via là dove fa freddo
Anche se oggi è giugno e splende il sole
E' una rivelazione ogni colore
E questa sera che mi porta via lontano
Dove i sensi sono immensi, ricchi, splendenti, lucenti e...
Quanta tenerezza, scorre nella vita la salvezza
Apro le mie mani con dolcezza
E lascio che si posi ogni stella
Se ne vada via ogni dolore
E possa diventare gioia e amore
Se nevada via ogni tristezza
Perché questa sera c'è una festa
E così ora guardo nei tuoi occhi
Ma proprio dentro in fondo ai tuoi occhi
Poi all'improvviso levo la parola occhi
E sono in un nuovo spazio immenso
E ora prova solo un momento
A far saltare tutte le parole
Sarà un'esplosione come il sole
Come trovare la luce e la purezza
E così i sensi bisogna riscoprire tutti i sensi
Olfatto, vista, tatto, gusto, udito
Per inventare un mondo più bello
Pieno di magie e di scintille
E d'intuizioni e mille scoperte
Perché le parole sono un trucco




Se volete ascoltare la canzone cliccate qui.

giovedì 6 marzo 2008

Pensate un po' sogniamo è italiano...

Questioni di grammatica italiana


Si scrive sognamo o sogniamo? Ci vergognamo o ci vergogniamo?

Nella I coniugazione, le desinenze regolari sono -iamo per la 1a persona plurale dell'indicativo e congiuntivo presente, -iate per la 2a persona plurale del congiuntivo presente di. Quindi si dovrebbe dire:

(che) noi amiamo(che) noi sogniamo(che) noi ci vergogniamo
che voi amiateche voi sogniateche voi vi vergogniate.

Ma il gruppo -gni- a qualcuno dà fastidio. Come regolarsi?

Vi sono diverse posizioni:

  • Il Satta, pur citando vari esempi, anche illustri, di forme senza la i, continua a esprimere la sua preferenza per la coniugazione regolare: prima persona plurale, noi sogniamo all'indicativo e congiuntivo; seconda persona plurale, voi sognate indicativo, che voi sogniate congiuntivo.
  • Il Serianni ammette sia le forme con la i, che quelle senza.
  • Il Sensini riporta come ormai entrate nell'uso le forme senza la i.
  • Il DISC Compact dà senza commenti: sogniamo sognate all'indicativo, sogniamo sogniate al congiuntivo.

Quindi, ognuno fa come crede.





Tratto dal seguente link: http://www.mauriziopistone.it/testi/discussioni/gramm01_sogniamo.html

giovedì 28 febbraio 2008

Tratto da "Into The Wild".

“Ho vissuto molto, e ora credo di aver trovato cosa occorra per essere felici: una vita tranquilla, appartata, in campagna. Con la possibilità di essere utile con le persone che si lasciano aiutare, e che non sono abituate a ricevere. E un lavoro che si spera possa essere di una qualche utilità; e poi riposo, natura, libri, musica, amore per il prossimo. Questa è la mia idea di felicità. E poi, al di sopra di tutto, tu per compagna, e dei figli forse. Cosa può desiderare di più il cuore di un uomo?”

Lev Nikolaevic Tolstoj.

venerdì 15 febbraio 2008

Tratto dal "Piccolo Principe".

Tratto dal XXI capitolo.

In quel momento apparve la volpe.
"Buon giorno", disse la volpe.
"Buon giorno", rispose gentilmente il piccolo principe, voltandosi: ma non vide nessuno.
"Sono qui", disse la voce, "sotto al melo..."
"Chi sei?" domando' il piccolo principe, "sei molto carino..."
"Sono una volpe", disse la volpe.
"Vieni a giocare con me", le propose il piccolo principe, sono cosi' triste..."
"Non posso giocare con te", disse la volpe, "non sono addomestica".
"Ah! scusa", fece il piccolo principe.
Ma dopo un momento di riflessione soggiunse:
"Che cosa vuol dire ?"
"Non sei di queste parti, tu", disse la volpe, "che cosa cerchi?"
"Cerco gli uomini", disse il piccolo principe.
"Che cosa vuol dire ?"
"Gli uomini" disse la volpe, "hanno dei fucili e cacciano. E' molto noioso! Allevano anche delle galline. E' il loro solo interesse. Tu cerchi delle galline?"
"No", disse il piccolo principe. "Cerco degli amici. Che cosa vuol dire "?"
"E' una cosa da molto dimenticata. Vuol dire ..."
"Creare dei legami?"
"Certo", disse la volpe. "Tu, fino ad ora, per me, non sei che un ragazzino uguale a centomila ragazzini. E non ho bisogno di te. E neppure tu hai bisogno di me. Io non sono per te che una volpe uguale a centomila volpi. Ma se tu mi addomestichi, noi avremo bisogno l'uno dell'altro. Tu sarai per me unico al mondo, e io saro' per te unica al mondo".
"Comincio a capire" disse il piccolo principe. "C'e' un fiore... credo che mi abbia addomesticato..."
"E' possibile", disse la volpe. "Capita di tutto sulla Terra..."
"Oh! non e' sulla Terra", disse il piccolo principe.
La volpe sembro' perplessa:
"Su un altro pianeta?"
"Si".

"Ci sono dei cacciatori su questo pianeta?"

"No".
"Questo mi interessa. E delle galline?"
"No".
"Non c'e' niente di perfetto", sospiro' la volpe. Ma la volpe ritorno' alla sua idea:
"La mia vita e' monotona. Io do la caccia alle galline, e gli uomini danno la caccia a me. Tutte le galline si assomigliano, e tutti gli uomini si assomigliano. E io mi annoio percio'. Ma se tu mi addomestichi, la mia vita sara' illuminata. Conoscero' un rumore di passi che sara' diverso da tutti gli altri. Gli altri passi mi fanno nascondere sotto terra. Il tuo, mi fara' uscire dalla tana, come una musica. E poi, guarda! Vedi, laggiu' in fondo, dei campi di grano? Io non mangio il pane e il grano, per me e' inutile. I campi di grano non mi ricordano nulla. E questo e' triste! Ma tu hai dei capelli color dell'oro. Allora sara' meraviglioso quando mi avrai addomesticato. Il grano, che e' dorato, mi fara' pensare a te. E amero' il rumore del vento nel grano..."
La volpe tacque e guardo' a lungo il piccolo principe:
"Per favore... addomesticami", disse.
"Volentieri", disse il piccolo principe, "ma non ho molto tempo, pero'. Ho da scoprire degli amici, e da conoscere molte cose".
"Non ci conoscono che le cose che si addomesticano", disse la volpe. "Gli uomini non hanno piu' tempo per conoscere nulla. Comprano dai mercanti le cose gia' fatte. Ma siccome non esistono mercanti di amici, gli uomini non hanno piu' amici. Se tu vuoi un amico addomesticami!"
"Che cosa bisogna fare?" domando' il piccolo principe.
"Bisogna essere molto pazienti", rispose la volpe. "In principio tu ti sederai un po' lontano da me, cosi', nell'erba. Io ti guardero' con la coda dell'occhio e tu non dirai nulla. Le parole sono una fonte di malintesi. Ma ogni giorno tu potrai sederti un po' piu' vicino..."
Il piccolo principe ritorno' l'indomani.
"Sarebbe stato meglio ritornare alla stessa ora", disse la volpe.
"Se tu vieni, per esempio, tutti i pomeriggi alle quattro, dalle tre io comincero' ad essere felice. Col passare dell'ora aumentera' la mia felicita'. Quando saranno le quattro, incomincero' ad agitarmi e ad inquietarmi; scopriro' il prezzo della felicita'! Ma se tu vieni non si sa quando, io non sapro' mai a che ora prepararmi il cuore... Ci vogliono i riti".
"Che cos'e' un rito?" disse il piccolo principe.
"Anche questa e' una cosa da tempo dimenticata", disse la volpe. "E' quello che fa un giorno diverso dagli altri giorni, un'ora dalle altre ore. C'e' un rito, per esempio, presso i miei cacciatori. Il giovedi ballano con le ragazze del villaggio. Allora il giovedi e' un giorno meraviglioso! Io mi spingo sino alla vigna. Se i cacciatori ballassero in un giorno qualsiasi, i giorni si assomiglierebbero tutti, e non avrei mai vacanza".


giovedì 7 febbraio 2008

Mt 6,1-6,16-18

In quel tempo, Gesù disse: “Guardatevi dal praticare le vostre buone opere davanti agli uomini per essere da loro ammirati, altrimenti non avrete ricompensa presso il Padre vostro che è nei cieli. Quando dunque fai l'elemosina, non suonare la tromba davanti a te, come fanno gli ipocriti nelle sinagoghe e nelle strade per essere lodati dagli uomini. In verità vi dico: hanno già ricevuto la loro ricompensa.
Quando invece tu fai l'elemosina, non sappia la tua sinistra ciò che fa la tua destra, perché la tua elemosina resti segreta; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà. Quando pregate, non siate simili agli ipocriti che amano pregare stando ritti nelle sinagoghe e negli angoli delle piazze, per essere visti dagli uomini. In verità vi dico: hanno già ricevuto la loro ricompensa.
Tu invece, quando preghi, entra nella tua camera e, chiusa la porta, prega il Padre tuo nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà. E quando digiunate, non assumete aria malinconica come gli ipocriti, che si sfigurano la faccia per far vedere agli uomini che digiunano. In verità vi dico: hanno già ricevuto la loro ricompensa. Tu invece, quando digiuni, profumati la testa e lavati il volto, perché la
gente non veda che tu digiuni, ma solo tuo Padre che è nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà”.

martedì 5 febbraio 2008

UPSIDE DOWN

UPSIDE DOWN - JACK JOHNSON

Chi può dire cosa è impossibile?
hanno dimenticato che questo mondo
continua a girare e con ogni nuovo giorno
riesco a sentire un cambiamento in ogni cosa
e così come la superficie si rompe,
i riflessi si dissolvono
ma in qualche modo rimangono gli stessi
e così come la mia mente inizia
a distendere le sue ali
non c'è nessuna curiosità d'arresto
voglio rovesciare l'intera cosa

al contrario
troverò le cose che, stando a quel che
loro dicono, non possono essere trovate
dividerò questo amore, lo troverò con qualcuno
canteremo e balleremo la canzone di madre natura
non voglio che questa sensazione vada via...

chi può dire che io posso fare tutto?
io posso provarci, e procedendo a
velocità moderata, inizio a trovare
le cose che non sono sempre come sembrano
voglio rovesciare l'intera cosa

al contrario
troverò le cose che, stando a quel che
loro dicono, non possono essere trovate
dividerò questo amore, lo troverò con qualcuno
canteremo e balleremo la canzone di madre natura
questo mondo continua a girare e
non c'è tempo da sprecare, beh continua a
girare girare girare, intorno, intorno

al contrario
chi può dire cosa è impossibile?
e cosa non può essere trovato?
io non voglio che questa sensazione vada via

per favore non andare via
per favore non andare via
per favore non andare via
è così che deve essere...
è così che deve essere...

(cliccate sull' immagine per vedere il video...)

venerdì 1 febbraio 2008

Buon 1° febbraio. Auguri non di festa ma ordinari, quotidiani, mentre il tran tran giornaliero ci mangia letteralmente vivi.

Gmork: Sei uno sciocco e non sai un bel niente di Fantàsia. È il mondo
della fantasia umana. Ogni suo elemento, ogni sua creatura scaturisce dai
sogni e dalle speranze dell'umanità. E quindi Fantàsia non può avere
confini.

Atreyu: Perché Fantàsia muore?

Gmork: Perché la gente ha rinunciato a sperare. E dimentica i propri
sogni. Così il Nulla dilaga.

Atreyu: Che cos'è questo Nulla?

Gmork: È il vuoto che ci circonda. È la disperazione che distrugge il
mondo. E io ho fatto in modo di aiutarlo.

Atreyu: Ma... perché!?

Gmork: Perché è più facile dominare chi non crede in niente. E questo è il
modo più sicuro di conquistare il Potere.

Atreyu: Chi sei veramente?

Gmork: Sono il servo del Potere che si nasconde dietro il Nulla. Ho
l'incarico di uccidere il solo in grado di fermare il Nulla. L'ho perso
nelle paludi della Tristezza. Il suo nome era Atreyu.

(Dal film "La storia infinita")


Un mese fa ci siamo scambiati gli auguri più diversi. Fiumi e fiumi di pace, amore, amicizia, bontà hanno inondato le ns. caselle di posta elettronica e i ns. telefoni. E poi? Ora, oggi, adesso, in questo istante? Cosa sta accadendo? Cosa è rimasto? Abbiamo tenuto fede alle ns. promesse? Quest'anno sarò diverso, prometto ... Quest'anno farò questa cosa, prometto ...
Ma acqua passata non macina più e il 2 gennaio è ricominciata la vita quotidiana(x i + fortunati qualche giorno dopo). Passate le feste, rimangono solo i chili in eccesso. E tutto evapora come neve al sole. Perché? E allora, a cosa serve tutto questo? Perché dobbiamo prenderci in giro ogni anno, spendere (letteralmente!) miliardi inutilmente per cose in cui non crediamo più?
O forse no? Perché non possiamo sognare tutto l'anno? Perché le promesse devono essere sempre da marinaio? Tutti hanno mandato auguri a capodanno. Quest'anno, visto che il 31 ne ho mandati pochi(Oddio, quasi nessuno, ho giusto risposto a qualcuno ... e manco tutti ... stavo, come al solito, senza soldi :-p ), lasciatemi fare una follia. Lasciatemi fare una cosa assurda ... BUON 1° FEBBRAIO, TANTISSIMI AUGURI! Auguri non di festa ma ordinari, quotidiani, mentre il tran tran giornaliero ci mangia letteralmente vivi e non durante il riposo delle feste. Auguri non di chissà quale mirabolante anno in arrivo, ma per 1 anno che passa e scorre con noi. Che al posto delle promesse roboanti di capodanno ci siano le bellezze, le tenerezze, i sentimenti, il calore di un giorno come tanti, del bistrattato 1° febbraio. Ma ci rendiamo conto di che giorno sfigato è? Un mese prima, capodanno. Il proprio mese dominato da San Valentino ... Marzo, un mese dopo, che preannuncia la primavera. Il 1° Aprile che è il giorno dell'allegria. Il 1° Maggio festa dei Lavoratori. Il 1° giugno, vigilia della Festa delle Repubblica. Il 1° luglio e il 1° agosto vacanze ed estate piena ...
E il 1° febbraio?! Nulla, proprio nulla. E allora, che sia la festa dei sogni che non muoiono, degli amori che non finiscono mai. Amore per la vita, amore per le persone care. Passione, passione vera, che una tempesta scatena nel cuore. Perché il sognatore, parafrasando Gabriel Garcìa Marquez, quando è vero è guidato da grandi sentimenti d'amore. E niente o nessuno lo trattiene ... Il 2 gennaio ci siamo ritrovati davanti le solite liti d'ufficio, le piccole gelosie odierne, la stanchezza del giorno e le pantofole della sera. E poco a poco tutto sembra eclissarsi. Altro che amore, che palle questa pratica! Che scocciatura quel cliente! Che noia!
NO! NO! NO! I sogni non servono solo per un giorno. E non è necessario per forza puntare chissà quale cima tempestosa. I sogni servono a camminare, i sogni servono per colmare di tenerezza il ns. cuore, sono compagni d'avventura, non tiranni crudeli. L'essenziale è invisibile agli occhi. E allora serve il cuore, servono i sentimenti. Il grigiore non può vincere i colori, la fantasia non può essere scacciata dall'omologazione. Basta con i vapori. Guardiamo i ns. cuori.
BUON 1° FEBBRAIO. TANTISSIMI AUGURI, LA FANTASIA SCACCI L'OMOLOGAZIONE, IL CAOS L'ORDINE. E LA VITA SIA BELLA, BELLISSIMA, COLORATA E PIENA DI ARDORE. BUON 1° FEBBRAIO. IL GIORNO DELLA FOLLIA, LA FOLLIA DI ESSERE VIVI ...

E ora non pensare sia impazzito o diventato folle, sai già che ... lo sono sempre stato :-p
Un abbraccio e ancora auguri

31 gennaio 2008 - Alessio Di Florio



Pubblicato su www.pacelink.it