"Insinuare qualche scrupolo come un sassolino nella scarpa".

"Vedete, noi siamo qui , Probabilmente allineati su questa grande idea, quella della nonviolenza attiva. Noi qui siamo venuti a portare un germe: un giorno fiorirà.Gli eserciti di domani saranno questi: uomini disarmati”.

lunedì 18 maggio 2009

Rappresentanti di Israele a Bari il 28 maggio‏.


Ringrazio Santamaria che mi ha inviato la seguente e-mail:

Il 28 e 29 maggio si terra´ a bari un convegno organizzato da federutility, la societa´ che gestisce i servizi pubblici privatizzati, con la collaborazione dell´ambasciata israeliana in italia, sul tema dell´acqua.
Vi prenderanno parte esponenti del ministero degli esteri israeliano, quindi rappresentanti diretti dello stato che ha appena compiuto la strage di gaza con l´operazione piombo fuso, che ora stringe la stessa popolazione di gaza in un assedio che provoca una situazione umanitaria insostenibile, che tiene segregata la popolazione della cisgiordania nel muro dell´apartheid, e che pratica costantemente soprusi e violenze contro i palestinesi.
La regione puglia ha patrocinato questo evento, nel programma ufficiale del convegno sono previsti gli interventi del presidente della regione Vendola e dell´assessore ai lavori pubblici Introna (www.federutility.it).
Facciamo in modo che il governo israeliano, razzista e colonialista, che pratica l´apartheid ed il massacro nei confronti dei palestinesi, che occupa militarmente territori dei suoi stati confinanti, rubandone le risorse idriche, non riceva la legittimazione politica della Puglia.
Chiediamo che la regione ritiri il patrocinio concesso al convegno e che nessun rappresentante della giunta vi prenda parte.
Sosteniamo il diritto dei palestinesi alla loro terra ed alla vita.
Si puo´ sottoscrivere il seguente appello come singoli o come gruppi mandando una mail al seguente indirizzo: acquabenecomune28maggio@live.it

Al Presidente della Regione Puglia

Nichi Vendola

Ai componenti della Giunta Regionale

Bari, 14 maggio 2009



Oggetto: Convegno “H2Obiettivo 2000” organizzato da Federutility.


Il convegno “H2Obiettivo 2000” organizzato da Federutility con la collaborazione dell´Acquedotto Pugliese SpA, in programma il 28 e 29 maggio prossimi presso Villa Romanazzi Carducci, promuove una logica di privatizzazione dei servizi pubblici e dell’acqua, il bene pubblico per eccellenza, in continuità con la politica che ha animato il Forum Mondiale sull´acqua di Istanbul, secondo il quale l’acqua deve essere considerata un bisogno - e, dunque, un bene economico commercializzabile da cui trarre profitto – e non un diritto umano inalienabile.

Il convegno riceve contributi, fra gli altri, dalla Veolia Eau, prima multinazionale del settore idrico a livello mondiale, in Italia dal 1884 e oggi presente attraverso diverse società su tutto il territorio nazionale fra cui Acqualatina S.p.A., che dall’inizio della sua attività ha aumentato le tariffe fino al 300% (non “giustificate” neanche da un miglioramento del servizio) interrompendo il servizio a coloro i quali non si potevano permettere di pagare. La società è stata oggetto di indagini giudiziarie già dal 2004 i cui vertici sono stati accusati lo scorso anno di associazione a delinquere, truffa aggravata, falso ideologico e abuso d’ufficio. La Veolia, secondo Amnesty International, si è resa responsabile (quando ancora si “chiamava” Vivendi) anche di una serie di violazioni dei diritti umani in molti Paesi asiatici e sud americani.

Allo stesso Convegno prenderanno parte, inoltre, esponenti del Ministero degli Esteri Israeliano e dell´Autorità delle acque di Israele, cioè i rappresentanti di uno Stato che pratica l´occupazione militare, la segregazione e il massacro nei confronti del Popolo Palestinese, e che si appropria con la forza delle armi delle risorse idriche degli Stati confinanti, nonché di quelle della popolazione palestinese.

La Regione Puglia non può in alcuna maniera legittimare queste politiche.

Chiediamo, dunque, alla Giunta Regionale di ritirare il Patrocinio concesso a questa iniziativa, e al Presidente della Regione Nichi Vendola e all´Assessore alle Opere Pubbliche Onofrio Introna di non prendere parte all’iniziativa come previsto dal programma ufficiale del convegno ().www.federutility.it

Perché si scrive acqua ma si legge diritto alla vita e alla democrazia.

Primi firmatari:

Comitato di Bari Contratto Mondiale sull’Acqua
Comitato di solidarietà´ con il popolo Palestinese in terra di Bari
Per adesioni all´appello: acquabenecomune28maggio@live.it

martedì 5 maggio 2009

Come Berlusconi si è appropriato grazie a Previti della villa di Arcore sfruttando una tragedia :Tratto da: "I segreti di Roma" (Corrado Augias).


(Dopo aver raccontato la tragedia di via Puccini...)
Alcune settimane dopo l’eccidio, il notaio Carlo Pantalani rese pubblico il testamento olografo
del marchese Casati Stampa, nel quale, fra l’altro, si leggeva: «Nomino mia
erede universale mia moglie Anna Fallarino che mi ha reso tutti gli anni in cui
mi è stata vicino, felicissimo, e che ho sposato in chiesa il 21 giugno 1961. A
mia figlia Annamaria, di Letizia Izzo, spetterà la legittima, con in più
l’assicurazione di 100 milioni e il quadro raffigurante la Madonna col Bambino». I parenti di Anna impugnano il documento assumendo che, se la sera del 30 agosto la loro congiunta fosse morta anche un solo secondo dopo il marito, l'eredità dei Casati Stampa toccherebbe a
loro. Li assiste in questa delicata vicenda un certo avvocato Cesare
Previti, nato a Reggio Calabria nel 1934, simpatizzante neofascista come suo
padre Umberto, commercialista, buon amico della sorella di Anna. Le perizie
medico-legali stabiliscono, però, che i colpi hanno ucciso la marchesa
all'istante, che il suicida Camillo quindi è morto dopo, e che per conseguenza
l’erede è la figlia di primo letto Annamaria, nata a Roma il 22 maggio 1951. il
Tribunale dei minori affida la ragazza a un tutore fino al compimento della
maggiore età. A quel punto l’avvocato Previti, benche rappresenti gli interessi
dei Fallarino, contatta la giovane Annamaria offrendole la propria assistenza.
Sconvolta dalla tragedia, lei accetta. Emilia Izzo, sua zia materna e unica
congiunta vivente, chiede al Tribunale di Roma di essere nominata tutrice della
nipote minorenne. Davanti al magistrato, perrò, Annamaria dichiara di non voler
essere affidata alla zia bensì al senatore Giorgio Bergamasco (nato a Milano
nel 1904 e appartenente al partito liberale). Il pretore di Milano Antonio De
Falco l'asseconda, trascurando l’articolo del Codice civile che prevede la
nomina del tutore, preferibilmente, «fra gli ascendenti o fra gli altri prossimi
parenti o affini del minore». Il ruolo di protutore, cioè di avvocato della
minore e suo rappresentante in caso di conflitto d'interessi con il tutore
stesso, è esercitato dall'avvocato Previti.
L'ereditiera, scossa dalla perdita del padre (e in quelle circostanze),
frastornata dalle incombenze legali e dall'assedio dei media, lascia l’Italia.
Vivrà stabilmente a Brasilia dopo aver sposato Pier Dona Dalle Rose. Passano i
mesi, la marchesina, divenuta maggiorenne, si emancipa dal tutore. Bergamasco,
ora ministro nel gabinetto Andreotti, è nominato suo procuratore generale
«rimossa ogni limitazione di mandato», vale a dire con amplissimi poteri; l'ex
protutore Previti resta suo avvocato. Pressata da tasse arretrate e scadenze di
imposte di successione, nell'autunno del 1973 Annamaria incarica l’avvocato di
vendere la villa di Arcore e relativo parco, con espressa esclusione di arredi,
pinacoteca, biblioteca, e delle circostanti proprietà terriere. Nella primavera
del 1974 l’avvocato Previti le telefona a Brasilia, annunciandole trionfante di
avere concluso «un vero affare». Ha venduto la villa di Arcore al completo,
compresi cioè quadri (tele del Quattrocento e del Cinquecento oltre a un
magnifico ritratto di Anna Fallarino, opera di Pietro Annigoni, giudicato dai
critici opera notevolissima), biblioteca (10 mila volumi antichi), arredi, un
parco immenso, per 500 milioni di lire. Dal Brasile Annamaria non si rende conto
che la cifra tanto sbandierata corrisponde a quella di un buon appartamento nel
centro di Milano.
Pochi giorni dopo, il costruttore edile Silvio Berlusconi (e lui l'acquirente)
s'insedia nella sontuosa villa. Non versa subito i 500 milioni pattuiti. Pagherà
in comode e lunghissime rate annuali coincidenti con le scadenze fiscali di
Annamaria Casati, nonchè con le numerose pendenze verso l’erario del suo defunto
padre Camillo. Di anno in anno, e fino al 1980, la proprietà di Arcore, di cui
l'intraprendente «palazzinaro» ha preso possesso nel 1974, resterà intestata ad Annamaria Casati, che continuerà quindi a pagare anche la tassa di proprietà.
Nell'atto di vendita, sottoscritto il 2 ottobre 1980, la villa è descritta in questi termini: «Casa di abitazione con circostanti fabbricati rurali e terreni a varia destinazione».
Poco tempo dopo la «casa di abitazione» pagata 500 milioni a rate, sarà ritenuta dalla
Cariplo garanzia sufficiente per un finanziamento di 7 miliardi e 300 milioni di
lire.

lunedì 4 maggio 2009

Leoni Per Agnelli.

Ragazzi per chi non l'ha visto, questo è "Leoni Per Agnelli"...Studiare serve per non farsi infinocchiare, per non fare del facile disfattismo scappando dallo sforzo a cui si è chiamati e per prendere coscienza di ciò che ci circonda...Consiglio la visione del film...

martedì 28 aprile 2009

"Siamo nel mondo ma non del mondo"


Ciao ragazzi ( e non),
Ieri, (28/04/2009), ero presente all'incontro presso il salone dell'E.P.A.S.S. e sono rimasto stupito dalla mancanza di tante persone...nel senso che mi aspettavo una maggiore partecipazione del "popolo" biscegliese e di voi ragazzi.
Capita poche volte di poter ascoltare un uomo illuminato, che ha vissuto esperienze forti e ha combattuto contro la
mafia ove questa imperversa sovrana.
Il verbo principale sul quale si è svolto l'incontro è stato intrecciare, intrecciare tutte l'esperienze della nostra
vita, senza escluderne alcuna, affinchè da tutte queste possa formarsi il nostro disegno di persona.
Senza trascurarne alcuna, ma grazie all'armonia di queste si riesce a dare un senso alla nostra vita affinchè la nostra presenza nel mondo non sia un'appartenenza alle sue logiche...E' vero, la vita ci sottopone a traumi, (vedi il terremoto in abruzzo), che mettono in dubbio essa stessa e le fondamenta su cui ci poggiamo, se queste tremano e cadono, un interrogativo nasce in noi: come si fa a vivere da cristiani? come può essere la nostra fede incisiva a tal punto da rendere credibile la nostra scelta?
Mons. Bregantini introduce qui un bel termine di paragone, nato dal confronto del suo ruolo mutato insieme alla sua terra di permanenza:

- "...in Calabria ero un pastore...", racconta di un incontro in un ovile con un pastore che alla sua vista lo saluta come COLLEGA:"...Sono un pastore non un pecoraio...Pecoraio si nasce, pastori si diventa...", infatti il pecoraio agisce per dovere, per svolgere un compito doveroso, mentre il pastore ama; (qui mi è sorta allora una domanda, forse retorica: se l'italia è il paese con una onnipresenza della Chiesa come fa ad essere une dei paesi ai primi posti per mafia, corruzione, mancata libertà di stampa, ignoranza...forse ci sono- troppi pecorai e pochi pastori?);

- "...in Molise sono una sentinella..."; qui il tasto è più doloroso, elenco di compiti di noi laici, che dovremmo essere le sentinelle per eccellenza; nostri dovrebbero essere i compiti di VIGILARE, (la nostra scelta dovrebbe portarci ad avere una vista più acuta, una prontezza "speciale" nel riconoscere ciò che ci circonda), PARLARE con voce tonante quando scrutiamo ciò che non va, INTRAVEDERE, avere lo sguardo al futuro, vedere in oggi i semi degli accadimenti futuri, (molto bella la similitudine con il contadino, suo fratello, che gli spiega i criteri con cui sceglie i rami da potare, lasciando a volte quelli che sembrano più fragili ma che con fede sa che porteranno fioritura e frutta).
Infatti non dobbiamo dimenticare il compito a cui siamo chiamati in questa realtà difficile...tenendo presenti le nostre forti peculiarità: potremmo dire che noi al sud, apparteniamo atavicamente a quella corrente di pensiero che fa riferimento a Socrate prima e ad Agostino poi, siamo portati ad amare e in seguito a conoscere, in contrapposizione a chi conosce dal principio e poi ama, (Platone prima, Tommaso poi).
Quindi non dobbiamo affrontare ciò che ci cirdconda con eccessiva severità, soprattutto per chi svolge un compito di "EDUCATORE".
Dovremmo :
- non giudicare, ma analizzare;
- non vincere, ma convincere;
- non imporre, ma proporre.
Il compito di tutti noi non è di giudicare il mondo ma di salvarlo: a supporto di questa tesi commuovente è l'esperienza in carcere, ove ai piedi del Presepe, i carcerati avevano deposto una fase tratta dal Vangelo: "Non sono venuto per giudicarvi, ma per salvarvi".
Il passaggio da una vita piatta, senza fede, ad una ricerca di ciò che siamo è dare un senso alla nostra vita, al tempo a nostra disposizione: con Gesù il tempo passa da essere piatto ad essere concentrato.
Ma in cosa si differenziano fondamentalmente i cristiani? (in cosa dovremmo differenziarci?) IN UNA VITA SOCIALE MIRABILE, PARADOSSALE: I CRISTIANI SONO NEL MONDO COME L'ANIMA E' NEL CORPO!
Noi non siamo chiamati a passare da una sottomissione ad una ribellione, ma a condurre una vita alternativa, a proporre una meta più alta, ad essere tutti coinvolti nel mondo e non travolti! I nostri sentimenti possono diventare una zavorra che ci porta giù negli abissi oppure una vela che ci traina avanti! Non siamo chiamati a sdegnarci ma a indignarci, (sdegnarsi equivale a provare disprezzo, indignarsi a provare vivo risentimento).
Concludo riportando una citazione di Don Tonino, siamo chiamati a:
Annunciare con chiarezza, Denunciare con coraggio, Rinunciare con coerenza.

Vi abbracio tutti, spero non perdiate più queste occasioni per fare dei grossi balzi verso la propria crescita.

Se voltele conoscere qualcosa in più su Monsignore Bregantini cliccate qui.

P.S.: perdonatemi qualche errore ma ho scrito di fretta in una pausa durante lo studio, ansioso di rendervi partecipi di tutto:-)

venerdì 10 aprile 2009

Tratto da: "LA CIRCONVALLAZIONE DEL CALVARIO"



[...] La croce rimane sempre al centro delle nostre prospettive. Ma noi vi giriamo al largo.
Troppo al largo. Prendiamo un' extramurale lontanissima dal colle dove essa s'innalza. E' come quando, in viaggio, si sfiora una città passando dalla tangenziale. Mentre l'automobile corre sulla strada, si dà ogni tanto un'occhiata ai campanili che si ergono e alle torri che svettano. Ma poi tutto finisce lì.
Purtroppo la nostra vita cristiana non incrocia il Calvario. Non s'inerpica sui tornanti del Golgota. Passa di "striscio" dalle pendici del luogo del cranio.
Come i corinzi anche noi, la croce, l'abbiamo "inquadrata" nella sublimità dela parola.
L'abbiamo attaccata con riverenza alle pareti di casa nostra, ma non ce la siamo piantati nel cuore. Pende dal nostro collo, ma non pende sulle nostre scelte. Le rivolgiamo inchini e incensazioni in chiesa, ma ci manteniamo agli antipodi della sua logica.
L'abbiamo isolata, sia pure con tutti i riguardi che merita. E' un albero nobile che cresce su zolle recintate. Nel centro storico delle nostre memorie religiose. All'interno della zona archeologica dei nostri sentimenti ma troppo lontano dalle strade a scorrimento veloce che battiamo ogni giorno.
Dobbiamo ammetterlo con amarezza. Abbiamo scelto la circonvallazione e non la mulattiera del Calvario.
Chi sa se questa quaresima non ci riconcili con la Croce e ci faccia ritrovare, sulla carta stradale della nostra esistenza paganeggiante, lo svincolo giusto che porta ai piedi del condannato!
E' un augurio per tutti. Vostro
don Tonino Bello