"Insinuare qualche scrupolo come un sassolino nella scarpa".

"Vedete, noi siamo qui , Probabilmente allineati su questa grande idea, quella della nonviolenza attiva. Noi qui siamo venuti a portare un germe: un giorno fiorirà.Gli eserciti di domani saranno questi: uomini disarmati”.

lunedì 30 novembre 2009

FIRMA L'APPELLO DI LIBERA PER BLOCCARE LA VENDITA DEI BENI CONFISCATI ALLE MAFIE






Niente regali alle mafie: i beni confiscati sono cosa nostra

Tredici anni fa, oltre un milione di cittadini firmarono la petizione che chiedeva al Parlamento di approvare la legge per l'uso sociale dei beni confiscati alle
mafie. Un appello raccolto da tutte le forze politiche, che votarono
all'unanimità le legge 109/96. Si coronava, così, il sogno di chi, a cominciare
da Pio La Torre, aveva pagato con la propria vita l'impegno per sottrarre ai
clan le ricchezze accumulate illegalmente.
Oggi quell'impegno rischia di essere tradito.
Un emendamento introdotto in Senato alla legge finanziaria, infatti,
prevede la vendita dei beni confiscati che non si riescono a destinare entro
tre o sei mesi. E’ facile immaginare, grazie alle note capacità delle
organizzazioni mafiose di mascherare la loro presenza, chi i farà avanti per
comprare ville, case e terreni appartenuti ai boss e che rappresentavano
altrettanti simboli del loro potere, costruito con la violenza, il sangue, i
soprusi, fino all'intervento dello Stato.
La vendita di quei beni significherà una cosa soltanto: che lo Stato si arrende di fronte alle difficoltà del loro pieno ed effettivo riutilizzo sociale, come prevede la legge.
E il ritorno di quei beni nelle disponibilità dei clan a cui erano stati sottratti, grazie al lavoro delle forze dell'ordine e della magistratura, avrà un effetto dirompente sulla stessa credibilità delle istituzioni.
Per queste ragioni chiediamo al governo e al Parlamento di ripensarci e di ritirare l'emendamento sulla vendita dei beni confiscati.
Sirafforzi, piuttosto, l'azione di chi indaga per individuare le ricchezze dei
clan. S'introducano norme che facilitano il riutilizzo sociale dei beni e
venga data concreta attuazione alla norma che stabilisce la confisca di beni
ai corrotti. E vengano destinate innanzitutto ai familiari delle vittime di
mafia e ai testimoni di giustizia i soldi e le risorse finanziarie sottratte
alle mafie. Ma non vendiamo quei beni confiscati che rappresentano il segno
del riscatto di un'Italia civile, onesta e coraggiosa. Perché quei beni sono
davvero tutti “cosa nostra”.


MERCOLEDI' 2 DICEMBRE ORE 20:30, SALONE DELLA MISERICORDIA, CAROVANA ANTIMAFIA!:
NIENTE REGALLI ALLE MAFIE, I BENI CONFISCATI SONO COSA NOSTRA! SIETE TUTTI INVITATI!

lunedì 23 novembre 2009

"ADERISCO"



“MALEDETTI VOI….!”
Non posso usare altra espressione per coloro che hanno votato per la privatizzazione dell’acqua , che quella usata da Gesù nel Vangelo di Luca, nei confronti dei ricchi :” Maledetti voi ricchi….!”
Maledetti coloro che hanno votato per la mercificazione dell’acqua .
Noi continueremo a gridare che l’acqua è vita, l’acqua è sacra, l’acqua è diritto fondamentale umano.
E’ la più clamorosa sconfitta della politica. E’ la stravittoria dei potentati economico-finanziari, delle lobby internazionali. E’ la vittoria della politica delle privatizzazioni, degli affari, del business.
A farne le spese è ‘sorella acqua’, oggi il bene più prezioso dell’umanità, che andrà sempre più scarseggiando, sia per i cambiamenti climatici, sia per l’aumento demografico. Quella della privatizzazione dell’acqua è una scelta che sarà pagata a caro prezzo dalle classi deboli di questo paese( bollette del 30-40% in più, come minimo),ma soprattutto dagli impoveriti del mondo. Se oggi 50 milioni all’anno muoiono per fame e malattie connesse, domani 100 milioni moriranno di sete. Chi dei tre miliardi che vivono oggi con meno di due dollari al giorno, potrà pagarsi l’acqua? “
Noi siamo per la vita, per l’acqua che è vita, fonte di vita. E siamo sicuri che la loro è solo una vittoria di Pirro. Per questo chiediamo a tutti di trasformare questa ‘sconfitta’ in un rinnovato impegno per l’acqua, per la vita , per la democrazia. Siamo sicuri che questo voto parlamentare sarà un “boomerang” per chi l’ha votato.
Il nostro è un appello prima di tutto ai cittadini, a ogni uomo e donna di buona volontà .Dobbiamo ripartire dal basso, dalla gente comune, dai Comuni.
Per questo chiediamo:
AI CITTADINI di
-protestare contro il decreto Ronchi , inviando e -mail ai propri parlamentari;
-creare gruppi in difesa dell’acqua localmente come a livello regionale;
-costituirsi in cooperative per la gestione della propria acqua.
AI COMUNI di
-indire consigli comunali monotematici in difesa dell’acqua;
-dichiarare l’acqua bene comune,’ privo di rilevanza economica’;
-fare la scelta dell’AZIENDA PUBBLICA SPECIALE.
LA NUOVA LEGGE NON IMPEDISCE CHE I COMUNI SCELGANO LA VIA DEL TOTALMENTE PUBBLICO, DELL’AZIENDA SPECIALE, DELLE COSIDETTE MUNICIPALIZZATE .
AGLI ATO
-ai 64 ATO( Ambiti territoriali ottimali), oggi affidati a Spa a totale capitale pubblico, di trasformarsi in Aziende Speciali, gestite con la partecipazione dei cittadini.
ALLE REGIONI di
-impugnare la costituzionalità della nuova legge come ha fatto la Regione Puglia;
-varare leggi regionali sulla gestione pubblica dell’acqua.
AI SINDACATI di
-pronunciarsi sulla privatizzazione dell’acqua;
-mobilitarsi e mobilitare i cittadini contro la mercificazione dell’acqua.
AI VESCOVI ITALIANI di
-proclamare l’acqua un diritto fondamentale umano sulla scia della recente enciclica di Benedetto XVI, dove si parla dell’”accesso all’acqua come diritto universale di tutti gli esseri umani, senza distinzioni o discriminazioni”(27);
-protestare come CEI (Conferenza Episcopale Italiana) contro il decreto Ronchi .
ALLE COMUNITA’ CRISTIANE di
-informare i propri fedeli sulla questione acqua;
- organizzarsi in difesa dell’acqua.
AI Partiti di
- esprimere a chiare lettere la propria posizione sulla gestione dell’ acqua;
-farsi promotori di una discussione parlamentare sulla Legge di iniziativa popolare contro la privatizzazione dell’acqua, firmata da oltre 400.000 cittadini.
L’acqua è l’oro blu del XXI secolo. Insieme all’aria , l’acqua è il bene più prezioso dell’umanità. Vogliamo gridare oggi più che mai quello che abbiamo urlato in tante piazze e teatri di questo paese : “L’aria e l’acqua sono in assoluto i beni fondamentali ed indispensabili per la vita di tutti gli esseri viventi e ne diventano fin dalla nascita diritti naturali intoccabili- sono parole dell’arcivescovo emerito di Messina, G. Marra. L’acqua appartiene a tutti e a nessuno può essere concesso di appropriarsene per trarne illecito profitto,e pertanto si chiede che rimanga gestita esclusivamente dai Comuni organizzati in società pubbliche , che hanno da sempre il dovere di garantirne la distribuzione al costo più basso possibile.”


Alex Zanotelli, missionario comboniano


Note: Chi vuole aderire alla Lettera di Zanotelli scriva un'email all'indirizzo: beni_comuni@libero.it
con la scritta: "Aderisco".


Ringrazio per l'e-mail Ivana :-)

sabato 21 novembre 2009


Romeo And Juliet

Dire Straits

A lovestruck Romeo sings a streetsus serenade

Laying everybody low with me a lovesong that he made

Finds a convenient streetlight steps out of the shade

Says something like you and me babe how about it ?

Juliet says hey it's Romeo you nearly gimme a heart attack

He's underneath the window she's singing hey la my boyfriend's back

You shouldn't come around here singing up at people like that

Anyway what you gonna do about it ?

Juliet the dice were loaded from the start

And I bet and you exploded in my heart

And I forget the movie song

When you wanna realise it was just that the time was wrong Juliet ?

Come up on differents streets they both were streets of shame

Both dirty both mean yes and the dream was just the same

And I dreamed your dream for you and your dream is real

How can you look at me as if I was just another one of your deals ?

Where you can fall for chains of silver you can fall for chains of gold

You can fall for pretty strangers and the promises they hold

You promised me everything you promised me think and thin

Now you just says oh Romeo yeah you know I used to have a scene with him

Juliet when we made love you used to cry

You said I love you like the stars above I'll love you till I die

There's a place for us you know the movie song

When you gonna realise it was just that the time was wrong Juliet ?

I can't do the talk like they talk on TV

And I can't do a love song like the way it's meant to be

I can't do everything but I'd do anything for you

I can't do anything except be in love with you

And all I do is miss you and the way we used to be

All do is keep the beat and bad company

All I do is kiss you through the bars of a rhyme

Julie I'd do the stars with you any time

Juliet when we made love you used to cry

You said I love you like the stars above I'll love you till I die

There's a place for us you know the movie song

When you gonna realise it was just that the time was wrong Juliet ?

A lovestruck Romeo sings a streetsus serenade

Laying everybody low with me a lovesong that he made

Finds a convenient streetlight steps out of the shade

Says something like you and me babe how about it ?

Romeo E Giulietta

Un romeo pazzo d’amore canta una serenata dalla strada

Lasciando tutti tristi per la canzone d’amore che ha scritto

Trova la luce giusta nella strada

qualche passo fuori dall’ombra

dice qualcosa del tipo “tu ed io, piccola, che ne dici?”

Juliet dice “oh, sei Romeo, per poco non mi fai venire un infarto” lui è sotto la finestra

lei sta cantando “il mio ragazzo è tornato”

Non dovresti gironzolare qui

Cantando ad alta voce alle persone

In questo modo

Comunque che ci vuoi fare?

Juliet, i dadi sono stati truccati dall’inizio

Io ho scommesso e tu sei esplosa nel mio petto

E io dimentico, dimentico la canzone del film

Quando ti renderai conto che fu solo il momento ad essere sbagliato?

Arrivati da strade diverse

Furono entrambe strade di vergogna

entrambe sporche, entrambe meschine

e il sogno era lo stesso

ho sognato il tuo sogno per te

e adesso il sogno è realtà

Come puoi guardarmi se io sono stato solo un altro dei tuoi giochi?

Quando puoi incapricciarti di catene d’argento, puoi incapricciarti anche per catene d’oro

puoi innamorarti dei bei forestieri e delle promesse che hanno fatto

Mi hai promesso tutto

Mi hai promesso mari e monti

Adesso dici solo “ho Romeo”

Sai che litigavo spesso con lui

Juliet, quando facevamo l’amore tu piangevi

Dicevi “ti amo come le stelle nel cielo,

ti amerò fino alla morte”

c’è un posto per noi

conosci la canzone del film

quando capirai che fu solo il momento ad essere sbagliato

non posso non posso parlare come quelli che parlano in tv

e non posso fare una canzone d’amore nel modo in cui dovrebbe essere

non posso fare tutto, ma farei qualsiasi cosa per te

non so fare niente se non amarti

tutto ciò che faccio è sentire la tua mancanza e del modo in cui stavamo insieme

tutto ciò che faccio è tenere il ritmo e le cattive compagnie

tutto ciò che faccio è baciarti attraverso i versi di una poesia

Juliet farei scintille con te ogni volta

Juliet, quando facevamo l’amore tu piangevi

dicevi “ti amo come le stelle nel cielo. Ti amerò fino alla morte”

C’è un posto per noi, conosci la canzone del film

Quando capirai che fu solo il momento ad essere sbagliato?

Un romeo pazzo d’amore canta una serenata dalla strada

Lasciando tutti tristi per la canzone d’amore che ha scritto

Trova la luce giusta nella strada

qualche passo fuori dall’ombra

dice qualcosa del tipo “tu ed io, piccola, che ne dici?”


venerdì 6 novembre 2009

Ma io difendo quella croce


5 novembre 2009
Dipendesse da me, il crocifisso resterebbe appeso nelle scuole. E non per le penose ragioni accampate da politici e tromboni di destra, centro, sinistra e persino dal Vaticano. Anzi, se fosse per quelle, lo leverei anch’io.

Fa ridere Feltri quando, con ignoranza sesquipedale, accusa i giudici di Strasburgo di “combattere il crocifisso anziché occuparsi di lotta alla droga e all’immigrazione selvaggia”: non sa che la Corte può occuparsi soltanto dei ricorsi degli Stati e dei cittadini per le presunte violazioni della Convenzione sui diritti dell’uomo. Fa tristezza Bersani che parla di “simbolo inoffensivo”, come dire: è una statuetta che non fa male a nessuno, lasciatela lì appesa, guardate altrove. Fa ribrezzo Berlusconi, il massone puttaniere che ieri pontificava di “radici cattoliche”. Fanno schifo i leghisti che a giorni alterni impugnano la spada delle Crociate e poi si dedicano ai riti pagani del Dio Po e ai matrimoni celtici con inni a Odino. Fa pena la cosiddetta ministra Gelmini che difende “il simbolo della nostra tradizione” contro i “genitori ideologizzati” e la “Corte europea ideologizzata” tirando in ballo “la Costituzione che riconosce valore particolare alla religione cattolica”. La racconti giusta: la Costituzione non dice un bel nulla sul crocifisso, che non è previsto da alcuna legge, ma solo dal regolamento ministeriale sugli “arredi scolastici”.

Alla stregua di cattedre, banchi, lavagne, gessetti, cancellini e ramazze. Se dobbiamo difendere il crocifisso come “arredo”, tanto vale staccarlo subito. Gesù in croce non è nemmeno il simbolo di una “tradizione” (come Santa Klaus o la zucca di Halloween) o della presunta “civiltà ebraico-cristiana” (furbesco gingillo dei Pera, dei Ferrara e altri ateoclericali che poi non dicono una parola sulle leggi razziali contro i bambini rom e sui profughi respinti in alto mare).

Gesù Cristo è un fatto storico e una persona reale, morta ammazzata dopo indicibili torture, pur potendosi agevolmente salvare con qualche parola ambigua, accomodante, politichese, paracula. È, da duemila anni, uno “scandalo” sia per chi crede alla resurrezione, sia per chi si ferma al dato storico della crocifissione. L’immagine vivente di libertà e umanità, di sofferenza e speranza, di resistenza inerme all’ingiustizia, ma soprattutto di laicità (“date a Cesare quel che è di Cesare e a Dio quel che è di Dio”) e gratuità (“Padre, perdona loro perché non sanno quello che fanno”).

Gratuità: la parola più scandalosa per questi tempi dominati dagli interessi, dove tutto è in vendita e troppi sono all’asta. Gesù Cristo è riconosciuto non solo dai cristiani, ma anche dagli ebrei e dai musulmani, come un grande profeta. Infatti fu proprio l’ideologia più pagana della storia, il nazismo – l’ha ricordato Antonio Socci - a scatenare la guerra ai crocifissi. È significativo che oggi nessun politico né la Chiesa riescano a trovare le parole giuste per raccontarlo.

Eppure basta prendere a prestito il lessico familiare di Natalia Ginzburg, ebrea e atea, che negli anni Ottanta scrisse: “Il crocifisso non genera nessuna discriminazione. Tace. È l’immagine della rivoluzione cristiana, che ha sparso per il mondo l’idea dell’uguaglianza fra gli uomini fino ad allora assente… Perché mai dovrebbero sentirsene offesi gli scolari ebrei? Cristo non era forse un ebreo e un perseguitato morto nel martirio come milioni di ebrei nei lager? Nessuno prima di lui aveva mai detto che gli uomini sono tutti uguali e fratelli.

A me sembra un bene che i bambini, i ragazzi lo sappiano fin dai banchi di scuola”. Basterebbe raccontarlo a tanti ignorantissimi genitori, insegnanti, ragazzi: e nessuno – ateo, cristiano, islamico, ebreo, buddista che sia - si sentirebbe minimamente offeso dal crocifisso. Ma, all’uscita della sentenza europea, nessun uomo di Chiesa è riuscito a farlo. Forse la gerarchia è troppo occupata a fare spot per l’8 per mille, a batter cassa per le scuole private e le esenzioni fiscali, a combattere Dan Brown e Halloween, e le manca il tempo per quell’uomo in croce. Anzi, le mancano proprio le parole. Oggi i peggiori nemici del crocifisso sono proprio i chierici. E i clericali.

da Il Fatto Quotidiano n°38 del 5 novembre 2009

mercoledì 30 settembre 2009


Mercoledì 30/09/2009, un giorno come un altro...
Fiuuu, il prof ha terminato presto, penso, se camminerò con un passo svelto riuscirò a prendere il regionale delle 13:05. Cammina, cammina, evita merde di cane dissemminate ovunque sul territorio barese...che sono queste urla? Mah, un signore brizzolato grida contro una macchina, mentre una signorna cerca di distoglierlo, volano bestemmie gravi, in barese, il signore si sporge quasi fin dentro l'auto...Penso qualche ragazzo sarà arrivato a un passo dall'investire lui e la sua signora...Fammi guardare ma, è un "nonno", un povero anziano tremante alla guida della sua auto. Ma si può gridare così verso una persona anziana? magari avrà suonato per stimolare due passanti a camminare sul marciapiede. Fosse stato un ragazzo di Bari vecchia e il signore non avrebbe fatto il galletto, penso, e nel frattempo cammino perchè il treno non aspetta le mie riflessioni.
Cammino, penso e evito merde di cane...Penso ai miei "colleghi", contenti che il prof abbia terminato presto, quattro cavolate sulla nascita della ricerca operativa, lezione che si poteva evitare, vocio di fondo e un prof anziano che cerca di dire qualcosa di interessante a chi di interesse non ne ha; l'unico interese è superare l'esame con un voto ottimo, anche senza capire niente...E' questo che ci ha portati fin qua penso, penso che sia difficile parlare di qualsiasi cosa con i miei colleghi perchè non capiscono, non scherzo, non capiscono, studiano per obbiettivo.
Come molti ragazzi a scuola, studiano come riuscire a superare un compito o ad avere una media alta senza studiare, che assurdità. Ragazzi con medie alte che non riescono a formulare un discorso in italiano, non discernono ciò che gli accade intorno. Vestono kefia senza saperne la provenienza, portano simbologie sessuali sulle magliette senza capirlo...
Penso propio che abbiamo perso il piacere di scoprire chi siamo e il perchè di tante cose...
C'è una bambina che conosco e lei chiede continuamente perchè, è un peso per chi le sta vicino questa abitudine e ci meraviglia sentirle chiedere perchè, PERCHé noi non ci chiediamo più perchè...Perchè studio questa materia? ho visto preparati intere "botta e risposta" che chi le ha prodotte avrebbe potuto studiare benissimo tutto il programma in meno tempo e mi chiedo, perchè?
L'ultima merda in fondo a destra e sono arrivato in stazione...mi chiedo se la vita non si è ridotta ad evitare di schiacciarne una...Sudato come un maratoneta salgo in treno; l' obliteratrice si è "mangiata" letteralmente il mio biglietto, spero che il capotreno non facia problemi, lo ragiungo e mi oblietera lui il biglietto...
Viaggio in piedi, in mezzo a tanta gente, leggo il mio quotidiano e cala un velo di tristezza e angoscia sul mio domani, sul nostro.
Penso come al solito quante cose non si sanno e per quanto tempo sarò costretto a pensare che ci sarà sempre qualche inetto raccomandato a capo del mio setore?
No non è stata una giornata rilassante, ne tantomeno bella...Spero che la gente cominci a chiedersi più spesso perchè, perchè siamo alla deriva, ci si incazza con un nonnetto che vuole camminare sulla parte dela strada riservata alla sua auto senza dover evitare pedoni, ci si incazza per tutto. Si è iracondi e frustrati, ma il perchè non lo si conosce. Mi chiedo forse perchè molti conducono vite senza interesse, fanno cose che non gradevoli, routinarie, omologati ad una realtà di ignoranza e superficialità non ci si prende più il tempo per capire, allora si fa, si fa tutto senza un perchè...Ragazzi con auto per far sentire al di fuori la musica, tette enormi ma non per allattare a meno che tuo figlio non sia ciccio bello in lattice, ci si compra vestiti senza chiederci se ci piacciono ma l'unica cosa che ci chiediamo è cosa diranno gli altri di come ci vestiamo, studiamo per il voto e non per imparare nulla, studiamo per fregiarci di un titolo, stravolgiamo culti e religioni a nostro piacimento, ci sorbiamo qualsiasi cavolata detta in tv, basta il mezzo perchè sia attendibile, lavoriamo per consumare interi stipendi in gratta e vinci o superenalotto, lasciando che lo stato speculi sui bisognosi, ci gonfiamo di muscoli non per sollevare sacchi di cemento ma per sentirci più sicuri di noi stessi, perchè se facessimo affidamento sul nostro cervello il vuoto ci angoscerebbe...Camminiamo cercando di evitare di mettere un piede sulla merda di un cane e non raccogliamo quella del nostro...condanniamo la prostituzione e ne usufruiamo indirettamente con programmituttitetteeculi, facciamo lunghe code sul lungo mare con facce da funerale e la mattina seguente ci lamentiamo del sole oramai malato...Forse dovremo chiederci più volte perchè, altrimenti la vita si riduce ad evitare di pestare una merda neanche nostra!

giovedì 17 settembre 2009

Formarsi


Perché del percorso formativo:

La nostra vita è contraddistinta da diverse fasi, c’è un tempo in cui possiamo riempirci di contenuti e c’è un tempo in cui dobbiamo svuotarci di questi contenuti.
Se nel periodo a nostra disposizione “non ci siamo riempiti”, rischiamo di scavare il fondo del nostro pozzo di contenuti e non trovarci nulla al momento del bisogno. Certo in quei momenti non saremo peggiorati ma non saremo neanche in grado di dare qualcosa all’altro.
Quindi prendersi cura del nostro contenuto, di ciò che nel momento del bisogno possiamo estrnare è prendersi cura di noi stessi. Ma ci vogliamo bene abbastanza? Per volerci bene, ci conosciamo, conosciamo noi stessi? Riusciamo a stare bene con l’altro superando le barriere moralistiche che contraddistinguono la nostra società?
Infatti per capire ciò che è giusto e sbagliato bisogna comprendere ciò che ci circonda, possedere conoscenza abbastanza per discernere il bene dal male.
Es: differenza tra i rimproveri motivati (che ci portano e motivano la conoscenza del bene dal male) e quelli del “perché no!”dei nostri genitori.
Noi ci rendiamo conto di essere liberi proprio quando qualcun altro fa qualcosa che a noi non va a genio, che non condividiamo.
Quando impariamo veramente qualcosa? Quando la subiamo per primi,capiamo come accogliere l’altro quando veniamo accolti, quando qualcuno con l’esperienza di vita ci porta a conoscenza tramite il nostro giudizio del giusto modo di fare qualcosa. Cioè noi capiamo da soli che è il giusto modo di relazionarsi.
Perciò quando viviamo qualcosa di bello, ciò entra a far parte del nostro percorso formativo e diventa parte di noi stessi. Nel momento del bisogno verrà fuori da sé. Perciò lascia che qualcuno venga incontro a te e riempia il tuo pozzo/tazza.
Un percorso formativo ha bisogno di semplicità, chi è sobrio può comunicarci come nell’essenzialità si nasconde il “segreto della felicità”.
La bellezza di essere cristiani sta nell’alternarsi delle fasi di riempimento e svuotamento, dal fatto che non impariamo mai abbastanza, dal nostro volerci mettere continuamente in discussione tramite un miglioramento continuo.

venerdì 19 giugno 2009

Per un futuro egosostenibile...


Ero sulla via di Corato. E il Signore mi ha parlato.
Ero in vespa, occhiali da sole e sole che picchiava forte. Non vedevo nulla.
Ad un certo punto. LAVORI IN CORSO!sstrada interrotta sembra.
Ecco un operaio, faccia stremata dalla fatica, dal sole preso nel posto sbagliato al momento giusto.
Mi avvicino per chiedere informazioni. Ma non è un operaio, forse un contadino, intravedo una ruota al di là del muretto a secco, forse del suo motozappa. Ha dei calli sulle mani, mani forti di chi ha lavorato all'età sbagliata nel posto giusto.
Mi volta le spalle e cosa vedo? una minigonna?! Non è un cntadino...Su questa strada a quest'ora, non sarà mica una prostituta! certo ha il volto invecchiato precocemente, d chi ha amato sempre nel posto sbagliato e nel momeno sbagliato.
Ora si volta e le scorgo il viso...
Ecco ! extracomunitaria! non era abbronzatura, ma il coloe della sua pelle.
Ma che lingua parla? Sembra latino, mi viene da ridere...anche se non c'è nulla da ridere, perchè ricordo la mia prof di italiano del liceo: ad un anno dalla pensione e non può andarci più, con la nuova riforma non c'è una cattedra per lei...ah...la persona giusta nel posto sbagliato.
Però questa ragazza assomiglia ad una studentessa, l'età sembra essere quella giusta ma...piange!
Non è un motozappa ma uno scooter al rovescio! qualcuno sarà caduto e lei farnetica il suo nome, ha paura di perdere...il suo ragazzo! Ecco cosa cercava di dirmi! Mi sporgo un po', oltre il muretto a secco e c'è un ragazzo con il corpo supino, spero sia vivo. E' vivo! respira, mi parla, chiede aiuto, sembra quasi un extracomunitario su di una spiaggia, arrivato stremato sulla riva di pietra in un mare di fango, persone giuste nei posti sbagliati.
Si alza, ma zoppica.
Sembra non dipenda dall'incidente, sembra...Pino! Quel mio amico delle medie che rimaneva solo a casa ogni volta che andavamo a ballare, lui si vergognava tanto, qualche volta però è venuto con noi...Persona giusta nel posto sbagliato.
Zoppicava come un anziano, come quel nonnetto che durante il sevizio civile accompagnavo a fare una passeggiata.
Ma il suo vero problema non era il ginocchio fragile, ma il Parkinson e l'Alzheimer! forse una piccola passeggiata, un sorriso..sembrava fossi la persona giusta al momento giusto.
Non ricordo più cosa il Signore mi abbia detto dal pulpito di un altare di marmo ogni domenica, ricordo a malapena il bisbiglio d'aiuto di quel corpo senza nome, o ragione sociale.
Senza lavoro o documento, carta di credito o conto corrente.
Solo una vignetta sul suo capo con su scritto HELP.
Sembra un fumetto questa vita, un fumetto senza supereroi, in cui nessuno salva l'aereo che precipita con i superpoteri. Nessuno redime i criminali con i superpoteri...
Non ci sono superpoteri o magie all'Harry Potter!
Ci siamo solo noi con le nostre vite egosostenibili, chiuse nei nostri punti di vista.
Non ricordo cosa il signore mi abbia detto, avevo le cuffie del mio lettore mp3...ero sulla vespa con il casco, il sole negli occhi...
Non ricrdo se mi sono fermato ad aiutare, perchè la sveglia è suonata prima e mi son dovto alzare per pensare solo alla mia giornata....