"Insinuare qualche scrupolo come un sassolino nella scarpa".
"Vedete, noi siamo qui , Probabilmente allineati su questa grande idea, quella della nonviolenza attiva. Noi qui siamo venuti a portare un germe: un giorno fiorirà.Gli eserciti di domani saranno questi: uomini disarmati”.
martedì 13 aprile 2010
lunedì 22 marzo 2010
mercoledì 17 marzo 2010
lunedì 15 marzo 2010
Nuovo tragitto.

Non so più la strada.
Sono le cinque del mattino, mi hanno svegliato di soprassalto, senza sapere il perchè.
Non posso perdere tempo, devo correre in tribunale, lì mi aspettano. Mia moglie dorme, i figli anche, ma chissà dove, sono quindici giorni che non li vedo, non li tocco...
Quando mi sono iscritto a giurisprudenza pensavo sarebbe stato fantastico combattere il male...si, può sembrare infantile come definizione, ma io credo che ciò a cui sono stato chiamato è combattere.
Allora chino la testa dopo che le mie guardie del corpo hanno creato un corridoio sicuro e mi infilo in auto, l'unica cosa che penso è quanto faccia freddo stamattina...e penso chissà che strada facciamo oggi.
Ora conosco la meta ma non so la strada; un filosofo o uno scrittore abile nel farcire di emozioni e metafore potrebbe scivere un libro dal titolo "non conosco la strada"...ma io a volte mi sento come un bambino idifeso che i genitori scarrozzano per il paese, "Stiamo andando dalla zia!". Ma non mi preoccupo del tragitto.
Non conosco la strada, basta non c'è nient'altro da dire, non sono smarrito, non penso se mi facciano esplodere o chissà che, guardo semplicemente dal finestrino e mi godo il tragitto...non mi va neanche di telefonare in tribunale, non voglio sapere niente ora, voglio solo raccogliermi nel mio impermeabile, e guardare attraverso il finestrino la luce che diventa sempre più forte, il paese illuminato e qualche volto, qualcuno che va in campagna, qualche guardia giurata che torna dal lavoro...
martedì 16 febbraio 2010
WELL WE KNOW WHERE WE'RE GOIN'
BUT WE DON'T KNOW WHERE WE'VE BEEN
AND WE KNOW WHAT WE'RE KNOWIN'
BUT WE CAN'T SAY WHAT WE'VE SEEN
AND WE'RE NOT LITTLE CHILDREN
AND WE KNOW WHAT WE WANT
AND THE FUTURE IS CERTAIN
GIVE US TIME TO WORK IT OUT
We're on a road to nowhere
Come on inside
Takin' that ride to nowhere
We'll take that ride
I'm feelin' okay this mornin'
And you know,
We're on the road to paradise
Here we go, here we go
CHORUS
Maybe you wonder where you are
I don't care
Here is where time is on our side
Take you there...take you there
We're on a road to nowhere
We're on a road to nowhere
We're on a road to nowhere
There's a city in my mind
Come along and take that ride
and it's all right, baby, it's all right
And it's very far away
But it's growing day by day
And it's all right, baby, it's all right
They can tell you what to do
But they'll make a fool of you
And it's all right, baby, it's all right
We're on a road to nowhere
giovedì 4 febbraio 2010
I Giusti
Un uomo che cura il suo giardino, come voleva Voltaire.
Colui che ringrazia che nel mondo ci sia la musica.
Colui che scopre con piacere un’etimologia.
Due impiegati che giocano una silenziosa partita a scacchi in un bar del Sud.
Il ceramista che pensa a un colore e a una forma.
Il tipografo che compone bene questa pagina, anche se forse non gli và.
Una donna e un uomo che leggono le terzine finali di un certo canto.
Chi accarezza un animale addormentato.
Chi giustifica o vuole giustificare un male che ha subito.
Chi ringrazia che nel mondo ci sia Stevenson.
Chi preferisce che siano gli altri ad avere la ragione.
Queste persone, che noi ignoriamo, stanno salvando il mondo.
(di Jorge Luis Borges)
Colui che ringrazia che nel mondo ci sia la musica.
Colui che scopre con piacere un’etimologia.
Due impiegati che giocano una silenziosa partita a scacchi in un bar del Sud.
Il ceramista che pensa a un colore e a una forma.
Il tipografo che compone bene questa pagina, anche se forse non gli và.
Una donna e un uomo che leggono le terzine finali di un certo canto.
Chi accarezza un animale addormentato.
Chi giustifica o vuole giustificare un male che ha subito.
Chi ringrazia che nel mondo ci sia Stevenson.
Chi preferisce che siano gli altri ad avere la ragione.
Queste persone, che noi ignoriamo, stanno salvando il mondo.
(di Jorge Luis Borges)
I mandarini e le olive non cadono dal cielo

Mosaico dei giorni
I mandarini e le olive non cadono dal cielo
4 febbraio 2010 - Tonio Dell'Olio
In data 31 gennaio 2010 ci siamo riuniti per costituire l’Assemblea
dei lavoratori Africani di Rosarno a Roma. Siamo i lavoratori che sono
stati obbligati a lasciare Rosarno dopo aver rivendicato i nostri
diritti. (...) Vivevamo in fabbriche abbandonate, senza acqua né
elettricità. Il nostro lavoro era sottopagato. Lasciavamo i luoghi
dove dormivamo ogni mattina alle 6.00 per rientrarci solo la sera alle
20.00 per 25 euro che non finivano nemmeno tutti nelle nostre tasche.
A volte non riuscivamo nemmeno, dopo una giornata di duro lavoro, a
farci pagare. Ritornavamo con le mani vuote e il corpo piegato dalla
fatica. (...) Eravamo bastonati, minacciati, braccati come le
bestie... prelevati, qualcuno è sparito per sempre. Ci hanno sparato
addosso, per gioco o per l’interesse di qualcuno. (...) Non ne
potevamo più. Coloro che non erano feriti da proiettili, erano feriti
nella loro dignità umana, nel loro orgoglio di esseri umani. Non
potevamo più attendere un aiuto che non sarebbe mai arrivato perché
siamo invisibili, non esistiamo per le autorità di questo paese. (...)
Domandiamo alle autorità di questo paese di incontrarci e di ascoltare
le nostre richieste:
• domandiamo che il permesso di soggiorno concesso per motivi
umanitari agli 11 africani feriti a Rosarno, sia accordato anche a
tutti noi, vittime dello sfruttamento e della nostra condizione
irregolare che ci ha lasciato senza lavoro, abbandonati e dimenticati
per strada.
• Vogliamo che il governo di questo paese si assuma le sue
responsabilità e ci garantisca la possibilità di lavorare con
dignità.
L’Assemblea dei Lavoratori Africani di Rosarno a Roma
http://www.peacelink.it/mosaico/a/31147.html
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