"Insinuare qualche scrupolo come un sassolino nella scarpa".

"Vedete, noi siamo qui , Probabilmente allineati su questa grande idea, quella della nonviolenza attiva. Noi qui siamo venuti a portare un germe: un giorno fiorirà.Gli eserciti di domani saranno questi: uomini disarmati”.

lunedì 21 febbraio 2011

Da :" Mosaico dei giorni Preferisco un contratto a un trofeo 21 febbraio 2011 - Tonio Dell'Olio "

Mosaico dei giorni
Preferisco un contratto a un trofeo
21 febbraio 2011 - Tonio Dell'Olio


Gabriele Del Grande è un giornalista classe 1982. A volte la sua firma
compare su qualche quotidiano ma il suo nome è legato soprattutto al
suo blog Fortress Europe (http://fortresseurope.blogspot.com/), di
gran lunga il sito più documentato e serio in tema di immigrazione e
dintorni. Diversi libri al suo attivo, alcuni dei quali tradotti anche
in tedesco e spagnolo. Premiato con premi nazionali e internazionali.
Lo scorso 21 gennaio era stato invitato alla cerimonia del premio
giornalistico Saint Vincent (vincitori Enrico Mentana per la
televisione, Antonio Padellaro per la carta stampata, e Bruno Vespa
per “il prestigio della categoria”), Del Grande ha scelto di disertare
la cerimonia e di scrivere una bella lettera al Presidente Napolitano.
Le motivazioni sono varie e tutte condivisibili ma mi piace riportarne
almeno una parte integralmente: “Presidente, facciamo che festeggiamo
un'altra volta. Quando questo Paese sarà cambiato. Quando i migliori
tra i miei amici torneranno dall'estero dove sono emigrati. Facciamo
che festeggiamo quando alle mie amiche ai colloqui di lavoro
torneranno a guardare il curriculum anziché le tette. Facciamo che
festeggiamo quando gli editori inizieranno a pagare il lavoro per
quello che vale, in denari e non in pacche sulle spalle perché siamo
compagni”.

sabato 19 febbraio 2011

The Ghost of Tom Joad


IL FANTASMA DI TOM JOAD

Uomini a piedi lungo i binari
diretti non si sa dove, non c'è ritorno;
elicotteri della stradale che spuntano dalla collina,
minestra a scaldare sul fuoco sotto il ponte,
la fila per il ricovero che fa il giro dell'isolato:
benvenuti al nuovo ordine mondiale.
Famiglie che dormono in macchina nel Sudovest
Né casa né lavoro né sicurezza né pace.

La strada è viva stasera
ma nessuno si illude su dove va a finire
sto qui seduto alla luce del falò
e cerco il fantasma di Tom Joad.

Tira fuori un libro dal sacco a pelo
il predicatore accende un mozzicone e fa una tirata
aspettando il giorno che gli ultimi saranno i primi e i primi gli ultimi
in uno scatolone di cartone nel sottopassaggio
ho un biglietto di sola andata per la terra promessa
hai un buco in pancia e una pistola in mano
dormi su un cuscino di sasso
ti lavi nell'acquedotto municipale.

La strada è viva stanotte
ma dove va a finire lo sappiamo tutti;
sto qui seduto alla luce del falò
e aspetto il fantasma di Tom Joad.

Diceva Tom: "Mamma, dovunque un poliziotto picchia una persona
dovunque un bambino nasce gridando per la fame
dovunque c'è una lotta contro il sangue e l'odio nell'aria
cercami e ci sarò.
Dovunque si combatte per uno spazio di dignità
per un lavoro decente, una mano d'aiuto
dovunque qualcuno lotta per essere libero
guardali negli occhi e vedrai me".

La strada è viva stasera
ma nessuno si illude su dove va a finire
sto qui seduto alla luce del falò
assieme al fantasma del vecchio Tom Joad.

mercoledì 24 novembre 2010

Mr Brown is Back in Town

Andrea Pellizzari, nei panni di Mr Brown, lo strampalato insegnante di Inglese ha fatto cantare e ballare i bambini dell'orfanotrofio N.P.H. di Haiti realizzando un brano e un videoclip dal titolo "Mr Brown Is Back In Town"con lo scopo di raccogliere fondi a favore della Fondazione Francesca Rava --

lunedì 13 settembre 2010

I cammini del vento.


Tratto da:
"Mosaico dei giorni
I cammini del vento
13 settembre 2010 - Tonio Dell'Olio".


Ieri Eduardo Galeano, a Stoccolma, ha ricevuto il prestigioso premio
letterario svedese intitolato a Stig Dagerman. Di seguito riprendo la
traduzione del suo breve discorso di ringraziamento per il Premio.

Caro Stig,
Speriamo di essere degni della tua disperata speranza.
Speriamo di poter avere il coraggio di essere soli e l'ardimento di
stare insieme, perché non serve a niente un dente senza bocca, o un
dito senza mano.
Speriamo di poter essere disubbidienti, ogni qualvolta riceviamo
ordini che umiliano la nostra coscienza o violano il nostro buon
senso.
Speriamo di poter meritare che ci chiamino pazzi, come sono state
chiamate pazze le Madri di Plaza de Mayo, per commettere la pazzia di
rifiutarci di dimenticare ai tempi dell'amnesia obbligatoria.
Speriamo di poter essere così cocciuti da continuare a credere, contro
ogni evidenza, che vale la pena di essere uomini perché siamo stati
fatti male, ma non siamo finiti.
Speriamo di poter essere capaci di continuare a camminare per i
cammini del vento, nonostante le cadute e i tradimenti e le sconfitte,
perché la storia continua, dopo di noi, e quando lei dice addio, sta
dicendo: arrivederci.
Speriamo di poter mantenere viva la certezza che è possibile essere
compatrioti e contemporanei di tutti coloro che vivono animati dalla
volontà di giustizia e dalla volontà di bellezza, ovunque nascano e
ovunque vivano, perché le cartine dell'anima e del tempo non hanno
frontiere. (trad. M. Trambaioli)