“Ho vissuto molto, e ora credo di aver trovato cosa occorra per essere felici: una vita tranquilla, appartata, in campagna. Con la possibilità di essere utile con le persone che si lasciano aiutare, e che non sono abituate a ricevere. E un lavoro che si spera possa essere di una qualche utilità; e poi riposo, natura, libri, musica, amore per il prossimo. Questa è la mia idea di felicità. E poi, al di sopra di tutto, tu per compagna, e dei figli forse. Cosa può desiderare di più il cuore di un uomo?”
Lev Nikolaevic Tolstoj.
"Insinuare qualche scrupolo come un sassolino nella scarpa".
giovedì 28 febbraio 2008
Tratto da "Into The Wild".
venerdì 15 febbraio 2008
Tratto dal "Piccolo Principe".
Tratto dal XXI capitolo.
In quel momento apparve la volpe.
"Buon giorno", disse la volpe.
"Buon giorno", rispose gentilmente il piccolo principe, voltandosi: ma non vide nessuno.
"Sono qui", disse la voce, "sotto al melo..."
"Chi sei?" domando' il piccolo principe, "sei molto carino..."
"Sono una volpe", disse la volpe.
"Vieni a giocare con me", le propose il piccolo principe, sono cosi' triste..."
"Non posso giocare con te", disse la volpe, "non sono addomestica".
"Ah! scusa", fece il piccolo principe.
Ma dopo un momento di riflessione soggiunse:
"Che cosa vuol dire?"
"Non sei di queste parti, tu", disse la volpe, "che cosa cerchi?"
"Cerco gli uomini", disse il piccolo principe.
"Che cosa vuol dire?"
"Gli uomini" disse la volpe, "hanno dei fucili e cacciano. E' molto noioso! Allevano anche delle galline. E' il loro solo interesse. Tu cerchi delle galline?"
"No", disse il piccolo principe. "Cerco degli amici. Che cosa vuol dire "?"
"E' una cosa da molto dimenticata. Vuol dire..."
"Creare dei legami?"
"Certo", disse la volpe. "Tu, fino ad ora, per me, non sei che un ragazzino uguale a centomila ragazzini. E non ho bisogno di te. E neppure tu hai bisogno di me. Io non sono per te che una volpe uguale a centomila volpi. Ma se tu mi addomestichi, noi avremo bisogno l'uno dell'altro. Tu sarai per me unico al mondo, e io saro' per te unica al mondo".
"Comincio a capire" disse il piccolo principe. "C'e' un fiore... credo che mi abbia addomesticato..."
"E' possibile", disse la volpe. "Capita di tutto sulla Terra..."
"Oh! non e' sulla Terra", disse il piccolo principe.
La volpe sembro' perplessa:
"Su un altro pianeta?"
"Si"."Ci sono dei cacciatori su questo pianeta?"
"No".
"Questo mi interessa. E delle galline?"
"No".
"Non c'e' niente di perfetto", sospiro' la volpe. Ma la volpe ritorno' alla sua idea:
"La mia vita e' monotona. Io do la caccia alle galline, e gli uomini danno la caccia a me. Tutte le galline si assomigliano, e tutti gli uomini si assomigliano. E io mi annoio percio'. Ma se tu mi addomestichi, la mia vita sara' illuminata. Conoscero' un rumore di passi che sara' diverso da tutti gli altri. Gli altri passi mi fanno nascondere sotto terra. Il tuo, mi fara' uscire dalla tana, come una musica. E poi, guarda! Vedi, laggiu' in fondo, dei campi di grano? Io non mangio il pane e il grano, per me e' inutile. I campi di grano non mi ricordano nulla. E questo e' triste! Ma tu hai dei capelli color dell'oro. Allora sara' meraviglioso quando mi avrai addomesticato. Il grano, che e' dorato, mi fara' pensare a te. E amero' il rumore del vento nel grano..."
La volpe tacque e guardo' a lungo il piccolo principe:
"Per favore... addomesticami", disse.
"Volentieri", disse il piccolo principe, "ma non ho molto tempo, pero'. Ho da scoprire degli amici, e da conoscere molte cose".
"Non ci conoscono che le cose che si addomesticano", disse la volpe. "Gli uomini non hanno piu' tempo per conoscere nulla. Comprano dai mercanti le cose gia' fatte. Ma siccome non esistono mercanti di amici, gli uomini non hanno piu' amici. Se tu vuoi un amico addomesticami!"
"Che cosa bisogna fare?" domando' il piccolo principe.
"Bisogna essere molto pazienti", rispose la volpe. "In principio tu ti sederai un po' lontano da me, cosi', nell'erba. Io ti guardero' con la coda dell'occhio e tu non dirai nulla. Le parole sono una fonte di malintesi. Ma ogni giorno tu potrai sederti un po' piu' vicino..."
Il piccolo principe ritorno' l'indomani.
"Sarebbe stato meglio ritornare alla stessa ora", disse la volpe.
"Se tu vieni, per esempio, tutti i pomeriggi alle quattro, dalle tre io comincero' ad essere felice. Col passare dell'ora aumentera' la mia felicita'. Quando saranno le quattro, incomincero' ad agitarmi e ad inquietarmi; scopriro' il prezzo della felicita'! Ma se tu vieni non si sa quando, io non sapro' mai a che ora prepararmi il cuore... Ci vogliono i riti".
"Che cos'e' un rito?" disse il piccolo principe.
"Anche questa e' una cosa da tempo dimenticata", disse la volpe. "E' quello che fa un giorno diverso dagli altri giorni, un'ora dalle altre ore. C'e' un rito, per esempio, presso i miei cacciatori. Il giovedi ballano con le ragazze del villaggio. Allora il giovedi e' un giorno meraviglioso! Io mi spingo sino alla vigna. Se i cacciatori ballassero in un giorno qualsiasi, i giorni si assomiglierebbero tutti, e non avrei mai vacanza".
giovedì 7 febbraio 2008
Mt 6,1-6,16-18
Quando invece tu fai l'elemosina, non sappia la tua sinistra ciò che fa la tua destra, perché la tua elemosina resti segreta; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà. Quando pregate, non siate simili agli ipocriti che amano pregare stando ritti nelle sinagoghe e negli angoli delle piazze, per essere visti dagli uomini. In verità vi dico: hanno già ricevuto la loro ricompensa.
Tu invece, quando preghi, entra nella tua camera e, chiusa la porta, prega il Padre tuo nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà. E quando digiunate, non assumete aria malinconica come gli ipocriti, che si sfigurano la faccia per far vedere agli uomini che digiunano. In verità vi dico: hanno già ricevuto la loro ricompensa. Tu invece, quando digiuni, profumati la testa e lavati il volto, perché la
gente non veda che tu digiuni, ma solo tuo Padre che è nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà”.
martedì 5 febbraio 2008
UPSIDE DOWN
Chi può dire cosa è impossibile?
hanno dimenticato che questo mondo
continua a girare e con ogni nuovo giorno
riesco a sentire un cambiamento in ogni cosa
e così come la superficie si rompe,
i riflessi si dissolvono
ma in qualche modo rimangono gli stessi
e così come la mia mente inizia
a distendere le sue ali
non c'è nessuna curiosità d'arresto
voglio rovesciare l'intera cosa
al contrario
troverò le cose che, stando a quel che
loro dicono, non possono essere trovate
dividerò questo amore, lo troverò con qualcuno
canteremo e balleremo la canzone di madre natura
non voglio che questa sensazione vada via...
chi può dire che io posso fare tutto?
io posso provarci, e procedendo a
velocità moderata, inizio a trovare
le cose che non sono sempre come sembrano
voglio rovesciare l'intera cosa
al contrario
troverò le cose che, stando a quel che
loro dicono, non possono essere trovate
dividerò questo amore, lo troverò con qualcuno
canteremo e balleremo la canzone di madre natura
questo mondo continua a girare e
non c'è tempo da sprecare, beh continua a
girare girare girare, intorno, intorno
al contrario
chi può dire cosa è impossibile?
e cosa non può essere trovato?
io non voglio che questa sensazione vada via
per favore non andare via
per favore non andare via
per favore non andare via
è così che deve essere...
è così che deve essere...
(cliccate sull' immagine per vedere il video...)
venerdì 1 febbraio 2008
Buon 1° febbraio. Auguri non di festa ma ordinari, quotidiani, mentre il tran tran giornaliero ci mangia letteralmente vivi.
della fantasia umana. Ogni suo elemento, ogni sua creatura scaturisce dai
sogni e dalle speranze dell'umanità. E quindi Fantàsia non può avere
confini.
Atreyu: Perché Fantàsia muore?
Gmork: Perché la gente ha rinunciato a sperare. E dimentica i propri
sogni. Così il Nulla dilaga.
Atreyu: Che cos'è questo Nulla?
Gmork: È il vuoto che ci circonda. È la disperazione che distrugge il
mondo. E io ho fatto in modo di aiutarlo.
Atreyu: Ma... perché!?
Gmork: Perché è più facile dominare chi non crede in niente. E questo è il
modo più sicuro di conquistare il Potere.
Atreyu: Chi sei veramente?
Gmork: Sono il servo del Potere che si nasconde dietro il Nulla. Ho
l'incarico di uccidere il solo in grado di fermare il Nulla. L'ho perso
nelle paludi della Tristezza. Il suo nome era Atreyu.
(Dal film "La storia infinita")
Un mese fa ci siamo scambiati gli auguri più diversi. Fiumi e fiumi di pace, amore, amicizia, bontà hanno inondato le ns. caselle di posta elettronica e i ns. telefoni. E poi? Ora, oggi, adesso, in questo istante? Cosa sta accadendo? Cosa è rimasto? Abbiamo tenuto fede alle ns. promesse? Quest'anno sarò diverso, prometto ... Quest'anno farò questa cosa, prometto ...
Ma acqua passata non macina più e il 2 gennaio è ricominciata la vita quotidiana(x i + fortunati qualche giorno dopo). Passate le feste, rimangono solo i chili in eccesso. E tutto evapora come neve al sole. Perché? E allora, a cosa serve tutto questo? Perché dobbiamo prenderci in giro ogni anno, spendere (letteralmente!) miliardi inutilmente per cose in cui non crediamo più?
O forse no? Perché non possiamo sognare tutto l'anno? Perché le promesse devono essere sempre da marinaio? Tutti hanno mandato auguri a capodanno. Quest'anno, visto che il 31 ne ho mandati pochi(Oddio, quasi nessuno, ho giusto risposto a qualcuno ... e manco tutti ... stavo, come al solito, senza soldi :-p ), lasciatemi fare una follia. Lasciatemi fare una cosa assurda ... BUON 1° FEBBRAIO, TANTISSIMI AUGURI! Auguri non di festa ma ordinari, quotidiani, mentre il tran tran giornaliero ci mangia letteralmente vivi e non durante il riposo delle feste. Auguri non di chissà quale mirabolante anno in arrivo, ma per 1 anno che passa e scorre con noi. Che al posto delle promesse roboanti di capodanno ci siano le bellezze, le tenerezze, i sentimenti, il calore di un giorno come tanti, del bistrattato 1° febbraio. Ma ci rendiamo conto di che giorno sfigato è? Un mese prima, capodanno. Il proprio mese dominato da San Valentino ... Marzo, un mese dopo, che preannuncia la primavera. Il 1° Aprile che è il giorno dell'allegria. Il 1° Maggio festa dei Lavoratori. Il 1° giugno, vigilia della Festa delle Repubblica. Il 1° luglio e il 1° agosto vacanze ed estate piena ...
E il 1° febbraio?! Nulla, proprio nulla. E allora, che sia la festa dei sogni che non muoiono, degli amori che non finiscono mai. Amore per la vita, amore per le persone care. Passione, passione vera, che una tempesta scatena nel cuore. Perché il sognatore, parafrasando Gabriel Garcìa Marquez, quando è vero è guidato da grandi sentimenti d'amore. E niente o nessuno lo trattiene ... Il 2 gennaio ci siamo ritrovati davanti le solite liti d'ufficio, le piccole gelosie odierne, la stanchezza del giorno e le pantofole della sera. E poco a poco tutto sembra eclissarsi. Altro che amore, che palle questa pratica! Che scocciatura quel cliente! Che noia!
NO! NO! NO! I sogni non servono solo per un giorno. E non è necessario per forza puntare chissà quale cima tempestosa. I sogni servono a camminare, i sogni servono per colmare di tenerezza il ns. cuore, sono compagni d'avventura, non tiranni crudeli. L'essenziale è invisibile agli occhi. E allora serve il cuore, servono i sentimenti. Il grigiore non può vincere i colori, la fantasia non può essere scacciata dall'omologazione. Basta con i vapori. Guardiamo i ns. cuori.
BUON 1° FEBBRAIO. TANTISSIMI AUGURI, LA FANTASIA SCACCI L'OMOLOGAZIONE, IL CAOS L'ORDINE. E LA VITA SIA BELLA, BELLISSIMA, COLORATA E PIENA DI ARDORE. BUON 1° FEBBRAIO. IL GIORNO DELLA FOLLIA, LA FOLLIA DI ESSERE VIVI ...E ora non pensare sia impazzito o diventato folle, sai già che ... lo sono sempre stato :-p
Un abbraccio e ancora auguri31 gennaio 2008 - Alessio Di Florio
Pubblicato su www.pacelink.it
venerdì 25 gennaio 2008
A BARI SI CONTINUA A MORIRE DI POVERTA'...tratto da www.cercasiunfine.it

Comunicato stampa del
CILAP PUGLIA - Collegamento Italiano Lotta alla Povertà
A BARI SI CONTINUA A MORIRE DI POVERTA’ MA NESSUNO PUO’ RASSEGNARSI ALLA POVERTA’
Bari con una nuova morte causata dall’indigenza estrema: è stato il freddo a spegnere la vita di un giovane senzatetto trovato morto nella notte di Capodanno sotto un ponte alla periferia di
Modugno. Dopo la morte per fame ed indigenza ora anche quella per il freddo interessa le fasce
marginalizzate dell’area metropolitana di Bari, una morte frutto della povertà.
Perché è di questo che si tratta: semplicemente di povertà !
Nell’area barese sempre più persone si ritrovano in situazioni di estrema privazione
materiale: privazione dell’alloggio, del cibo, della salute, dell’istruzione, del reddito, insomma del diritto a vivere dignitosamente la propria vita.
Bisogna partire da qui, dall’amara constatazione che il fenomeno esiste e non può essere ancora ignorato, è necessario evitare il rischio di incorrere nella facile retorica del giorno dopo che sempre in maniera qualunquistica scarica le responsabilità morali su tutti per poi non intervenire affatto.
Continuare a sottovalutare i fenomeni di privazione materiale significa che non si vuole affrontare seriamente il tema della povertà a Bari.
Eppure c’è da chiedersi se sarebbe stato possibile evitare un’altra morte, insomma il freddo
arriva puntualmente con l’inverno e non ci vuole molto a prevedere per tempo che le persone
senza fissa dimora avranno difficoltà a superare le notti sempre più gelide. E’ noto a tutti che i posti letto del centro di accoglienza Andromeda sono insufficienti a far fronte alle numerose richieste.
Ancora una volta il tema della povertà ci ricorda che deve essere affrontato in via preventiva e non con il solito approccio emergenziale.
Dalla città che vuole guidare le strategie di sviluppo metropolitano dell’area vasta ci si
aspetta anche di conoscere non soltanto come sarà Bari nel 2015 ma soprattutto quali risposte si è capaci di offrire qui ed ora alle persone che sempre più si trovano nelle condizioni deprivazione
materiale. Mai come in questo momento storico, grazie alle deleghe operative ed alle risorse
finanziarie trasferite dal centro alla periferia, sarebbe stato possibile innovare e sperimentare
pratiche e modalità di intervento per arginare i fenomeni di esclusione sociale.
Non c’è bisogno di scomodare grandi scienziati per cominciare a fare poche piccole cose ma di senso. Molti sono gli esempi europei in tema di prevenzione e contrasto della povertà che è possibile mutuare ed altrettanti sono gli insegnamenti appresi nella gestione di progetti per la lotta all’esclusione sociale realizzati negli ultimi anni nell’area metropolitana e che è possibile mettere a frutto e valorizzare.
E’ giunta l’ora di esigere che la lotta alla povertà diventi una priorità strategica di intervento
dotandola di risorse adeguate e strutture organizzative complesse, capaci di coordinare e far
funzionare adeguatamente le numerose reti di protezione ed intervento che sul territorio operano in maniera del tutto scoordinata.
Per fare questo c’è però bisogno di una visione innovativa e di una grande capacità di
programmazione in grado di operare scelte coraggiose e lungimiranti in totale controtendenza con quella modalità di intervento che negli ultimi anni ha privilegiato l’approccio caritatevole ed
emergenziale ormai insufficiente ad affrontare problemi così difficili.
Quella cesura con il passato, che doveva salutare un nuovo modo di affrontare e governare
la complessità, stenta a manifestarsi ed in molti serpeggia la sensazione che occuparsi seriamente
di povertà non premia così come riempire le piazze di facili spettacoli. Gli scettici dovranno pur
essere smentiti.
Nella nuova programmazione socio-sanitaria 2008-2010 si sarà in grado di sconfiggere la
più profonda ingiustizia: la povertà?
Franco Ferrara e Dino Lovecchio
martedì 22 gennaio 2008
Lettera per le Tasselle e i Tasselli!

29/12/2007
Cari Tasselli e Tasselle,
ci dispiace per la vostra assenza, perchè all'inizio del nostro cammino avevamo progettato di realizzare insieme il nostro mosaico, ma in questa esperienza non è stato possibile.
Così abbiamo deciso di scrivervi questa lettera per raccontarvi com'è andata.
In questi giorni si sono alternati momenti di preghiera e di divertimento, abbiamo conosciuto nuovi amici, che hanno condiviso con noi la gioia del campo, ma ciò non ci ha fatto dimenticare voi.
Nonostante il lungo viaggio siamo arrivati in questa struttura, "Congregazione Pie Ancelle", dove siamo stati accolti dalle suore.
Appena arrivati ci è stato presentato il campo scuola il cui tema era:"Legati Della Gioia"; in cui il termine legati ha un doppio significato: sia come ambasciatori, perchè come loro vogliamo portare notizie gioiose, sia come uniti.
In questa esperienza ci hanno accompagnato la canzone di Fiorella Mannoia "Il tempo non torna più", il capitolo XXI del "Piccolo Principe" e il brano del Vangelo di Giovanni, "La vite e i tralci".
La canzone ascoltata ci ha insegnato l'importanza del tempo che non torna indietro e quindi non va assolutamente sprecato:"...Cos'è che ci cambia la vita in noi?...Quello che adesso hai, domani non lo vorrai...".
Il camposcuola, anche se in piccola misura, ha cambiato qualcosa in noi, perchè abbiamo collaborato, pregato, riso, giocato tanto da unirci sempre più.
Anche il Piccolo Principe attraverso il suo incontro con la volpe, ci ha ricordato l'importanza dell'addomesticare, ovvero creare dei legami.
Ma per creare dei legami occorre pazienza, fatica, tempo, rispetto dei ruoli, delle regole e della ritualità dei piccoli gesti.
Ognuno di noi è chiamato a rispettare i propri ruoli, che giorno dopo giorno siamo chiamati a svolgere e attraverso gesti molto semplici a scandire la diversità dei nostri momenti quotidiani.
Nell'ultima serata trascorsa insieme abbiamo visto il film "Basta Guardare Il Cielo", un film che vorremmo condividere con voi, perchè racconta la storia di due ragazzi, uno molto malato e l'altro bloccato da un trauma e deriso da tutti, che vivono una vera storia di amicizia.
Del film, alcuni momenti ci hanno colpito, per esempio:
quando i due ragazzi vedono insieme i fuochi d'artificio e scoprono quanto può essere unico un momento anche banale se vissuto con un amico.
Quanto sarebbe bello condividere con voi altri momenti.
Ci saranno sicuramente tante occasioni e vi e ci auguriamo di trascorrerle insieme, perchè anche se saranno banali,ognuna di essa avrà un sapore diverso se vissuta insieme.
Una vera amicizia chiede di mettere a disposizione le nostre qualità e i nostri talenti come i protagonisti del film, affinchè possiamo essere un vero MOSAICO.
Perciò l'augurio che ci facciamo è di continuare questo viaggioinsieme perchè "chi rimane in me e io in lui famolto frutto perchè senza di me non potete fasr nulla".
Mauro, Nico, Stefania, Miriam, Mirko, Giulia.